CRAC

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Il CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea

La società civile è più democratica delle istituzioni che la rappresentano e gli strumenti pedagogici possono essere costruttori di democrazia ma anche demolitori.
Paulo Freire - Pedagogia in cammino: lettere alla Guinea Bissau

L’arte contemporanea come progetto educativo e il CRAC

Le pratiche dell’educativo e le pratiche artistiche contemporanee coincidono nello sforzo “di stabilire modeste connessioni, di aprire qualche passaggio ostruito, di mettere in contatto livelli di realtà tenuti separati gli uni dagli altri”. (N. Bourriaud, Estetica relazionale, trad. it. Postmedia Books, Milano 2010, p. 8.).

Il nostro impegno negli ultimi dieci anni è stato quello di attivare forme di riflessione e di azione intorno all’educativo e alle pratiche artistiche, come dice Bourriaud, per “inventarci strumenti più efficaci e punti di vista più corretti, per capire le trasformazioni che operano oggi nel campo del sociale”. (N. Bourriaud, Estetica relazionale, trad. it. Postmedia Books, Milano 2010, p. 11.).

Nell’epoca della globalizzazione occorre chiedersi come “vedere le diverse pratiche, l’arte, la scuola, la produzione culturale, e cioè il modo di portare al linguaggio tanto la società quanto le singole maniere di stare insieme, la socialità in quanto tale, in un modo che non sia quello del linguaggio sofista della televisione” .(B. Groys, Post scriptum comunista, trad. it. Meltemi, Roma 2008, p. 22.).

Il CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea è un progetto formativo nato nel 2004 dall’impegno di alcuni insegnanti/artisti all’interno del Liceo Artistico Statale “Bruno Munari” di Cremona, con l’obiettivo di coniugare e saldare la pratica didattica con la ricerca delle arti visive, per creare uno spazio-scuola sperimentale, uno strumento didattico di “prassi in formazione”, luogo di elaborazione collettiva di valori sociali condivisi, dove ricomporre rapporti di confronto espressi dai vari ambiti disciplinari e dalle attività messe in atto dal fare arte.

Il programma è caratterizzato da una spiccata finalità didattica, la ricerca e la sperimentazione sono i due assi portanti: raccogliere, studiare, analizzare gli aspetti che definiscono la contemporaneità per elaborare, immaginare, mettere in atto percorsi per un futuro possibile per l’arte e l’insegnamento dell’arte.

Il Centro si pone come punto di riferimento per l’organizzazione di momenti d’incontro-formazione per giovani studenti e docenti che collaborano con artisti, curatori ed operatori culturali esperti d’arte contemporanea, al fine di creare momenti comuni di studio, confronto e dialogo.

Dal 2007 il Centro si è costituito associazione non profit.

Il progetto sulla contemporaneità avviato con il CRAC è nato con l’intento di studiare e praticare, in un contesto istituzionalizzato come l’ambito scolastico, forme e modelli educativi sperimentate da alcune interessanti alternative pedagogiche radicate nel secolo scorso.

Quando si parla di crisi della formazione nell’epoca della globalizzazione non si può prescindere dallo studio dei testi di tanti studiosi appartenenti alla cosiddetta avanguardia dell’innovazione scolastica, solo per citarne alcuni: Don Milani, Danilo Dolci, Paulo Freire, John Dewey, Cèlestine Freinet, Maria Montessori, Jean Piaget, Enrico Pestalozzi, Ivan Illic, Aldo Capitini, Lamberto Borghi, Paolo Perticari, di cui condividiamo metodologie ed etiche esistenziali, una ricerca innovativa fatta di fondamenti democratici (scuola aperta) e metodologici (scuola sperimentale).

Da Novembre del 2014, il CRAC ha dovuto chiudere forzatamente e in maniera definitiva i programmi e il rapporto decennale con il Liceo.
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